Software Newsletter e Google Analytics: come vedere i nomi nelle statistiche.

Un mail marketing fatto bene prevede l’analisi dei dati. Vi spiego come vedere in Analytics nomi e pagine visitate.

Per inviare le newsletter esistono software appositi, spesso gratuiti, che offrono, oltre all’invio di una e-mail ad una lista di indirizzi, anche la possibilità di vedere le statistiche dei clic che sono avvenuti sul nostro messaggio. Possiamo anche sapere, attraverso questi software, chi tra i destinatari ha cliccato e su quale collegamento.

Se ricevo una newsletter e clicco su uno dei link, il mittente saprà dunque anche su quale pagina del suo sito sono atterrato, poiché la pagina di destinazione è stata decisa da chi ha composto la newsletter.

Quello che il mittente non può sapere è:
quali pagine ha visitato una persona specifica dopo essere atterrata sulla landing page indicata nel link?

Sarò più preciso. Il mittente può sapere che, su 1000 persone che sono atterrate sulla landing page, 150 hanno visitato la pagina A, 300 la pagina B e gli altri la pagina C. Può anche sapere che, complessivamente, quella newsletter ha generato 1000 visite e 3000 visualizzazioni di pagina, suddivise come segue:

  • pagina A: 280 visualizzazioni
  • pagina B: 450 visualizzazioni
  • pagina C: 100 visualizzazioni
  • pagina D: 610 visualizzazioni
  • Ecc.

Ma non può sapere quali pagine sono state visitate dal sig. Tal dei Tali.

Questa informazione sarebbe importantissima. Se sapessimo che il signor Tal dei Tali ha visitato – oltre alla landing page prevista dalla newsletter – le pagine del sito che parlano di scarpe da tennis, potremmo ricontattare il sig. Tal dei Tali con un’altra newsletter molto personalizzata in cui si comunica, per esempio, l’arrivo di nuovi modelli di scarpe da tennis.

Ecco un modo che ho pensato per venire in possesso di questa importantissima informazione.

Ho verificato il funzionamento del sistema con Mailchimp, uno dei migliori software per l’invio di newsletter in circolazione. Con Madmimi e WebHat non funziona, perché questi ultimi due software – seppur ottimi – hanno un sistema di riconoscimento dei nomi dei destinatari che non è compatibile con il sistema da me utilizzato.

Come tracciare in analytics le pagine visitate dai singoli destinatari di una newsletter.

ATTENZIONE: gli esempi che seguono parlano di “nome del visitatore” per aiutare a comprendere meglio il potenziale di questo sistema. In realtà le regole di Analytics non consentono di associare un nome alle visite evidenziate nelle statistiche. Se desiderate provare questo metodo, dunque, ricordatevi che è meglio provare tipi di tracciamento diversi. In ogni caso, si corre sempre il rischio che l’account Analytics venga cancellato per infrangimento delle regole. Dunque: PRUDENZA!

STEP 1 Realizzare una newsletter con destinatario personalizzato

Nella rubrica del software di Newsletter solitamente sono (devono essere) memorizzati anche altri dati oltre all’indirizzo di posta. Come minimo il nome e il cognome delle persone; se spedite ad azienda, anche il nome dell’azienda.
Quando si spedisce una newsletter con Mailchimp è possibile inserire nel testo alcuni parametri provenienti dalla rubrica degli indirizzi. Per esempio: è possibile far iniziare il nostro messaggio con la riga “Gentilissimo [Nome]…”.
[Nome] viene preso dalla rubrica e messo in automatico, in modo che a Marco arrivi una mail che comincia così:
“Gentilissimo Marco…”

In Mailchimp questo parametro si scrive <<First Name>>. Dunque, al posto di <<First Name>> verrà inserito il nome del destinatario della mail. Ci sono anche altri parametri per il cognome, l’azienda, ecc. Ma per ora accontentiamoci del nome. La vostra Newsletter avrà dunque un inizio simile a questo:

Tracciare le newsletter con analytics

STEP 2 Creazione di un URL personalizzato

Ora dovrete costruire un URL dedicato, contenente alcuni parametri di Google Analytics, per ciascun link presente nella vostra Newsletter. Potete farlo su Google Analytics URL Builder.

In questo esempio ipotizziamo la presenza nella newsletter di un unico link. Mettete dunque nel modulo di costruzione dell’url parametri simili a questi:

Url Builder di Google Analytics

<<First Name>> è, ovviamente, obbligatorio ai nostri fini.

Cliccando su Generate URL avrete un risultato come questo (senza gli a-capo, ovviamente):

http://www.VostroDominio.it/PaginaDiDestinazione?
utm_source=NewsletterMaggio&utm_medium=
%3C%3CFirst%2BName%3E%3E&utm_campaign=
PromozioneScarpeDaTennis

Questo dovrà essere l’indirizzo da inserire nel vostro link della newsletter (in questo caso, nel link che rimanda alla PaginaDiDestinazione che parla di una PromozioneScarpeDaTennis. In caso di più link, occorrerà realizzare più URL dedicati.

Siete pronti per spedire la Newsletter.

La newsletter nelle statistiche di Google Analytics

Dopo qualche ora andate su Google Analytics e, se qualcuno avrà cliccato sul vostro link, troverete una o più righe come queste:

Google Analytics mostra i nomi delle newsletter

I nomi delle newsletter sono presenti in Google Analytics

Naturalmente al posto del nome potete mettere NomeCognome, oppure Azienda, o CodiceCliente… Mailchimp consente di attivare campi personalizzati.

Navigando le vostre statistiche potrete ora anche vedere, anche singolarmente, tutte le pagine visitate da ciascuno dei nominativi che hanno cliccato sui link della vostra newsletter. Io mi sono creato un rapporto personalizzato apposta, ma dei rapporti personalizzati parliamo la prossima volta.

Fatemi sapere se avete provato questo sistema e se funziona anche con software per le newsletter diversi da Mailchimp.

Saluti dal vostro amichevole Consulente Web Marketing

Contatta il tuo consulente web marketing

15 risposte a “Software Newsletter e Google Analytics: come vedere i nomi nelle statistiche.”

  1. Stefano Bagnara ha detto:

    Bell’articolo, ma credo sia importante precisare che questa “pratica” viola le condizioni di servizio di Google Analytics. GA non permette, infatti, di raccogliere statistiche che permettano di individuare singole persone tramite l’uso di dati personali o identificativi personali.

    • Marco Bortolotti ha detto:

      E’ vero, Stefano. Quello che succede in questo caso u00e8 che vengono tracciate le pagine visitate da persone che hanno cliccato sulla tua newsletter. In realtu00e0, tu potresti fare la stessa cosa mandando singole email con URL diversi, sempre costruiti con URL Builder. Anzichu00e9 con il nome, potresti chiamarle Mail1, Mail2, ecc., giusto per identificare quale messaggio du00e0 i migliori risultati (questo u00e8 consentito). Essendo il messaggio rivolto ad un singolo, ecco che ritrovi i dati della navigazione della persona. Inoltre, qui non si tratta di identificazione di un indirizzo IP e relativa trasformazione in persona fisica. Mi rendo conto, comunque, che u00e8 una pratica al limite del regolamento.

  2. Stefano Bagnara ha detto:

    Bell’articolo, ma credo sia importante precisare che questa “pratica” viola le condizioni di servizio di Google Analytics. GA non permette, infatti, di raccogliere statistiche che permettano di individuare singole persone tramite l’uso di dati personali o identificativi personali.

    • Marco Bortolotti ha detto:

      E’ vero, Stefano. Quello che succede in questo caso è che vengono tracciate le pagine visitate da persone che hanno cliccato sulla tua newsletter. In realtà, tu potresti fare la stessa cosa mandando singole email con URL diversi, sempre costruiti con URL Builder. Anziché con il nome, potresti chiamarle Mail1, Mail2, ecc., giusto per identificare quale messaggio dà i migliori risultati (questo è consentito). Essendo il messaggio rivolto ad un singolo, ecco che ritrovi i dati della navigazione della persona. Inoltre, qui non si tratta di identificazione di un indirizzo IP e relativa trasformazione in persona fisica. Mi rendo conto, comunque, che è una pratica al limite del regolamento.

  3. Marco Cilia ha detto:

    Come ha giu00e0 detto Stefano, si u00e8 passibili di cancellazione dell’account GA per violazione dei termini del servizio. Se ci scrivi Mail1 e – incidentalmente – quel segmento produce 1 sola visita, non u00e8 un problema di Analytics ma un limite dettato dallo scarso traffico del sito: purchu00e9 dentro a GA non ci finiscano dati identificativi, loro e chi lo usa sono a posto. Poi, sono d’accordo anche io che dire “nu00e9 elementi che possano FAR identificare” come u00e8 scritto nella TOS u00e8 troppo riduttivo, e non lo potranno dimostrare mai. Ma, come detto, niente dati personali in chiaro! 🙂

    • Marco Bortolotti ha detto:

      Ciao Marco, grazie per il tuo intervento (per chi non lo conoscesse, Marco Cilia u00e8 l’autore dell’ottimo blog Goanalytics.info). nHo aggiunto una annotazione piuttosto evidente al mio post in cui avviso chi volesse provare questo tracciamento che “realtu00e0 le regole di Analytics non consentono di associare un nome alle visite evidenziate nelle statistiche”. nCome evidenzi anche tu, se nelle mie statistiche evito di far comparire un nome, ma identifico la visita con un “Mail1” producendo una sola visita cosu00ec identificata, diventa piu00f9 fumosa la distinzione tra violazione della privacy e normale tracciamento di un link. nD’altra parte u00e8 giu00e0 possibile rintracciare determinate visite con il nome dell’azienda visitante (quando u00e8 dichiarato nell’host). A questo proposito sto testando un rapporto personalizzato da me elaborato che mostra le singole pagine visitate da un singolo host, passando per la keyword cercata, oltre ad altri dati utili (come la cittu00e0 diprovenienza). nSe hai voglia di provarlo, lo trovi qui: nhttps://www.google.com/analytics/web/permalink?type=custom_report&uid=0ZWoBdL1Tq2re6__DV0OrAnnNiente di nuovo, solo una aggregazione di dati piu00f9 comoda. Il punto u00e8 – dal mio punto di vista – che se l’informazione di partenza ti deriva da una email non fa, dal punto di vista pratico, molta differenza. nCosa ne pensi?

  4. Marco Cilia ha detto:

    Come ha già detto Stefano, si è passibili di cancellazione dell’account GA per violazione dei termini del servizio. Se ci scrivi Mail1 e – incidentalmente – quel segmento produce 1 sola visita, non è un problema di Analytics ma un limite dettato dallo scarso traffico del sito: purché dentro a GA non ci finiscano dati identificativi, loro e chi lo usa sono a posto. Poi, sono d’accordo anche io che dire “né elementi che possano FAR identificare” come è scritto nella TOS è troppo riduttivo, e non lo potranno dimostrare mai. Ma, come detto, niente dati personali in chiaro! 🙂

    • Marco Bortolotti ha detto:

      Ciao Marco, grazie per il tuo intervento (per chi non lo conoscesse, Marco Cilia è l’autore dell’ottimo blog Goanalytics.info).
      Ho aggiunto una annotazione piuttosto evidente al mio post in cui avviso chi volesse provare questo tracciamento che “realtà le regole di Analytics non consentono di associare un nome alle visite evidenziate nelle statistiche”.
      Come evidenzi anche tu, se nelle mie statistiche evito di far comparire un nome, ma identifico la visita con un “Mail1” producendo una sola visita così identificata, diventa più fumosa la distinzione tra violazione della privacy e normale tracciamento di un link.
      D’altra parte è già possibile rintracciare determinate visite con il nome dell’azienda visitante (quando è dichiarato nell’host). A questo proposito sto testando un rapporto personalizzato da me elaborato che mostra le singole pagine visitate da un singolo host, passando per la keyword cercata, oltre ad altri dati utili (come la città diprovenienza).
      Se hai voglia di provarlo, lo trovi qui:
      https://www.google.com/analytics/web/permalink?type=custom_report&uid=0ZWoBdL1Tq2re6__DV0OrA

      Niente di nuovo, solo una aggregazione di dati più comoda. Il punto è – dal mio punto di vista – che se l’informazione di partenza ti deriva da una email non fa, dal punto di vista pratico, molta differenza.
      Cosa ne pensi?

  5. Marco Bortolotti ha detto:

    Oggi ho ricevuto una newsletter contenente un link al seguente url (ho modificato i dati che identificavano l’azienda e la persona): nnhttp://www. xyz. it/home.php?cat=1209&email=mionome@xyz123.com&utm_source=sale-newsletter&utm_medium=da-newsletter&utm_campaign=sale-nl-20120620nnnEssendo una newsletter, come spessissimo accade, nell’url viene automaticamente inserito l’indirizzo di posta del destinatario (anche per offrire legittimamente servizi personalizzati).nnnLa parte dell’url successiva all’indirizzo email, peru00f2, u00e8 chiaramente costruito apposta per Analytics (utm_source, utm_medium, ecc.). nnnAnche se l’indirizzo mail non fa espressamente parte dei parametri UTM, u00e8 evidente che basta giocare un po’ con i rapporti personalizzati per identificare le visite a livello di indirizzo personale.nnIn questo caso stanno davvero andando contro le policy di GA? E’ sicuramente una pratica diffusissima.

  6. Marco Bortolotti ha detto:

    Oggi ho ricevuto una newsletter contenente un link al seguente url (ho modificato i dati che identificavano l’azienda e la persona):

    http://www. xyz. it/home.php?cat=1209&email=mionome@xyz123.com&utm_source=sale-newsletter&utm_medium=da-newsletter&utm_campaign=sale-nl-20120620

    Essendo una newsletter, come spessissimo accade, nell’url viene automaticamente inserito l’indirizzo di posta del destinatario (anche per offrire legittimamente servizi personalizzati).

    La parte dell’url successiva all’indirizzo email, però, è chiaramente costruito apposta per Analytics (utm_source, utm_medium, ecc.).

    Anche se l’indirizzo mail non fa espressamente parte dei parametri UTM, è evidente che basta giocare un po’ con i rapporti personalizzati per identificare le visite a livello di indirizzo personale.

    In questo caso stanno davvero andando contro le policy di GA? E’ sicuramente una pratica diffusissima.

  7. WonderUmbria ha detto:

    ciao, sono entrato da poco nel mondo di analytics e sto cercando di capire qualcosa in più.
    Con la premessa che sto inviando a circa 400 nominativi iscritti nel mio portale una newsletter (naturalmente personalizzata con nome e cognome) col programma GroupMail e da prove fatte su miei indirizzi mail con 2/3 nomi di fantasia mi risulta tutto perfetto, visualizzo la campagna ed i nominativi che hanno cliccato. Ora però leggo qui che questa procedura viola le regole di GA e sono soggetto a cancellazione account, quindi devo rivedere la cosa.
    Se aggiungo ad es. un campo ai dati del cliente ad es. un codice numerico e lo richiamo nell’utm_medium mantenendo la formattazione della mail col nome e cognome del destinatario è legale ?
    Inoltre nel post tu scrivi che “si possono vedere, anche singolarmente, tutte le pagine visitate da ciascuno dei nominativi che hanno cliccato sui link della vostra newsletter” : io vedo il num di pagine visitate da ciascuno ma non quali….dove sbaglio o cosa non faccio ?
    grazie
    Danilo

    • Marco Bortolotti ha detto:

      Ciao Danilo.

      Il metodo dell’inserimento di un codice invece del nome azienda funziona e, formalmente, non identifica il singolo utente, anche se, diciamo la verità, a quello serve e non è detto che Google non se ne accorga e non penalizzi l’account. Dunque, io non posso consigliarti di utilizzare il sistema. DI certo sarebbe utile.

      Per quanto riguarda le pagine visualizzate dai singoli utenti, dando per scontato di voler utilizzare questo metodo al limite del regolamento, troverai nel report CAMPAGNE -> SORGENTE/MEZZO i singoli codici (o utenti) identificati nell’utm_medium.

      Partendo da CONTENUTI > PAGINE e aggiungendo come dimensione secondaria il MEZZO ti ritroverai i codici nella seconda colonna della tabella, accanto alle pagine visitate.

      Puoi anche creare segmenti avanzati che ti permettono di isolare le sole visite provenienti da una campagna, per non avere i dati mischiati con tutti quelli che provengono da altre fonti.

      • WonderUmbria ha detto:

        Grazie Marco,
        quindi per evitare il peggio ahimè ometterò i codici e soprattutto i nomi/cognomi, e comunque finalmente dopo questa tua breve spiegazione ho capito come vedere le pagine attribuite ai visitatori, certo sarebbe bello vedere esattamente chi e cosa, ma si infrangono delle regole che francamente per come và il mondo fanno ridere ma comunque rispettiamole.
        Già che ci sono volevo chiedere un’altra cosa:
        ma si possono cancellare i dati relativi ad una campagna? del tipo: se io volessi cancellare i dati relativi a quella prova che feci la settimana scorsa si può? e se si come ?

        Posso disturbarti di nuovo qualora avessi di nuovo bisogno ?
        Grazie comunque per la tua disponibilità
        Danilo

  8. Alberto ha detto:

    Ciao, ho seguito le tue istruzioni passo passo e ho creato una mail che poi mi sono inviato ad un altro indirizzo di posta per effettuare dei test sul monitoraggio. Tuttavia Analytics (pagina Campagne) non da segni di vita… Saranno trascorse 3/4 ore ormai… Dopo quanto tempo le campagne risultano visibili? Può dipendere dal fatto che uso joomla e che il sistema di tracciamento è inserito tramite plugin?
    Grazie mille.

    • Marco Bortolotti ha detto:

      Ciao Alberto,

      potrebbe dipendere da due o tre fattori.
      Il primo che mi viene in mente è che il sistema non funzioni più in questo modo. E’ un po’ che non provo, viste le politiche restrittive di Analytics, e quindi non ne sono certo, ma c’è la possibilità che la sintassi per visualizzare il nome nelle mail di Mailchimp non sia più la stessa.Hai provato a scrivere una mail con Mailchimp inserendo NEL TESTO il tag <>? Il nome viene visualizzato nella mail inviata?

      Una volta appurato questo, verifica di avere installato il codice di Google ASINCRONO (il più recente, ormai in vigore da parecchio tempo). Ho visto che alcune versioni di Joomla ancora usano il vecchio codice.

      Ultima cosa: hai guardato nel posto giusto di Analytics? (Non offenderti… si verifica sempre tutto, e una svista può capitare).Dovresti trovare queste visite in Sorgenti di Traffico > Sorgenti > Campagne.

      Spero di esserti stato d’aiuto.
      Ciao.

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