Social Network che funzionano: il caso Adoroletuefoto

La piattaforma di social contest fotografico Adoroletuefoto è un caso di successo. Conversazione con l’ideatore: Marco Govoni.

Contest fotografico Social Qualche tempo fa ho pubblicato un post leggermente polemico, intitolato “Creare un Social Network oggi: ha senso?“, in cui esprimevo i miei dubbi circa il proliferare di persone che vorrebbero creare nuovi social network, convinti di avere avuto l’idea del secolo, ma senza la minima cognizione degli investimenti minimi necessari.

La tesi dell’articolo era, fondamentalmente: “lasciate perdere”. Lo penso ancora. Ma ci sono felici eccezioni e, a riprova del fatto che non bisogna mai essere drastici nei propri giudizi, né avere preconcetti, scrivo oggi con piacere di un caso molto interessante proprio perché contrasta – almeno in parte – con quella mia convinzione.

Ho conosciuto Marco Govoni, l’ideatore del Social network fotografico Adoroletuefoto.it, su Facebook, frequentando un gruppo dedicato proprio al social media marketing. Oltre ad essere una persona preparata, mi è piaciuto il suo approccio tranquillo e ho apprezzato la sua intraprendenza. Scopriamo di essere entrambi pseudo-bolognesi (lui perché ci lavora, io perché immigrato) e, dopo alcuni piacevoli scambi di idee attraverso la chat ed i commenti di Facebook, decidiamo di incontrarci davanti ad un buon caffè (offerto da lui: grazie).

Lui conosceva il mio blog e e io il suo social network fotografico. Scatta così una specie di intervista, molto spontanea, composta da racconti e domande sulla genesi e la messa on line del suo progetto. Mi dà il permesso di scriverne qui, ed ecco il resoconto di quella conversazione.

Domanda: Marco, come descriveresti Adoroletuefoto?

Risposta: Si tratta di un Social Network rivolto agli amanti della fotografia che hanno voglia di mettersi in gioco pubblicando i propri scatti, seguendo un tema prestabilito, e sottoponendoli al giudizio degli altri utenti. Alla fine, la fotografia più votata vince. Ma il concorso fotografico è forse la cosa meno importante del sito.

D.: Cosa intendi?

R.: Gli iscritti ad Adoroletuefoto giocano con il contest fotografico, ma, soprattutto, parlano tra di loro, commentano le immagini sottolineandone gli aspetti tecnici, l’idea, il soggetto… Insomma, socializzano. E chi è meno esperto di altri impara qualcosa che gli permetterà di scattare foto migliori, che è in fondo il desiderio degli appassionati non professionisti. Tra l’altro, tra gli utenti di Adoroletuefoto ci sono anche parecchi fotografi esperti. Scambiare pareri con loro arricchisce parecchio. Pensa che inizialmente il sito doveva comprendere un mercatino dell’usato, un utilizzo come portfolio per i fotografi, un forum, ecc. Ma tutte queste cose esistono già (vedi Flickr, per esempio). Occorreva fare qualcosa di diverso.

D.: Parliamo degli inizi. Come è nata l’idea di un Social Contest fotografico?

R.: L’idea mi è venuta circa due anni fa, semplicemente per il fatto che io stesso sono appassionato di fotografia. Ho pensato che mi sarebbe piaciuto mettermi alla prova e confrontarmi con altri appassionati ricevendo giudizi e commenti ai miei scatti. Ma prima di passare alla realizzazione vera e propria del social network, ho voluto sperimentare se l’idea fosse apprezzata. Ho così aperto una pagina Facebook invitando gli amici (e poi gli amici degli amici) a pubblicare fotografie scattate da loro. L’idea è piaciuta e si è sparsa la voce. Il metro di giudizio era semplice: un “Mi piace” su una foto equivaleva ad un voto. Il difficile era contarli! Non esisteva un sistema automatico e io stavo lì a conteggiare tutti i mi piace delle singole immagini, a mano, a volte fino a notte fonda, per poter decretare il vincitore della settimana. Insomma, questo è andato avanti per un po’. Quando ho visto che la cosa piaceva (sono arrivato abbastanza presto a circa 2000 fan), ho contattato una web agency e ho commissionato il lavoro di realizzazione del sito.

D.: Alt! Mi interessa molto l’aspetto della ricerca e della scelta della web agency.

R.: Ho cercato, come tutti, su internet e ho trovato varie agenzie a cui commissionare il lavoro. Mi sono fatto spedire dei preventivi, e i prezzi non erano eccessivi. Poi, attraverso conoscenze, ho trovato una web agency di Cesena – amici di amici, hai presente…? – be’, questi mi mandano un preventivo quadruplo rispetto agli altri! Ci ho pensato un attimo e poi mi sono reso conto che loro erano gli unici ad avere capito davvero cosa volevo fare. E ti posso assicurare che quello che hanno sviluppato, alla fine, vale molto di più del prezzo che ho pagato.

D.: Chi più spende meno spende, capisco benissimo e lo ripeto da anni. Immagino non abbiate usato una piattaforma come Joomla o simili…

R.: In realtà siamo partiti dalla piattaforma open source Drupal, ma molto, molto personalizzata.

D.: Be’, complimenti! Non si nota affatto. E’ tutto fuorché un sito standard! Poi sei andato on line. Come sono stati gli inizi?

R.: La cosa più difficile, quando si crea un social network, è riempirlo di gente, altrimenti non è affatto “social”. Chi inizia spesso si trova con una scatola vuota e rischi di vedere i primi iscritti che abbandonano subito il sito per mancanza di compagnia. Prova ad immaginare la scena: metti on line fotografie che nessuno vede, partecipi ad un contest e nessuno vota… Insuccesso assicurato. Nel mio caso, invece, ho potuto sfruttare il vantaggio di avere già parecchi fan della mia pagina Facebook. Ho cominciato con largo anticipo ad annunciare l’apertura del sito, con tanto di cronometro che contava le settimane, i giorni… perfino i minuti che mancavano al lancio. Nel frattempo accettavo pre-registrazioni. Finché, l’8 ottobre 2011, il momento è arrivato e mi sono trovato con un social network appena nato e circa 900 iscritti, molti dei quali attivi fin da subito: pubblicavano foto, partecipavano ai concorsi, commentavano, votavano… Insomma, il sito non solo non è morto, ma grazie al passaparola, soprattutto su Facebook, si è sviluppato. Oggi, dopo 13 mesi, abbiamo 6500 iscritti e sono in continuo aumento.

D.: Per aumentare i partecipanti hai solo contato sui fan della pagina Facebook o hai fatto altro?

R.: Oh, ho fatto anche parecchie altre cose. Per esempio, ho stampato adesivi e magliette, ho promesso questi ed altri piccoli gadget a chi promuoveva il sito (ho speso un sacco in francobolli, come ai vecchi tempi!), e ho anche fatto pubblicità su Facebook, con i post sponsorizzati. Insomma, ho investito alcune migliaia di Euro in questo modo. Fortunatamente, ad un certo punto, ho potuto smettere di spendere perché il passaparola ha continuato a svilupparsi da solo, o quasi.

D.: Immagino che anche il server che ospita il social network non sia un semplice hosting da 29 Euro all’anno…

R.: Eh eh… no, non direi proprio. Ho affittato un server dedicato completamente al progetto, con diversi terabyte di spazio e una banda dedicata molto larga. Con le attuali quattrocentomila visualizzazioni di pagina mensili, composte soprattutto da immagini non leggerissime, se non avessi fatto così si sarebbe piantato tutto.  Inoltre c’è una persona che – pur lavorando in proprio – segue il mio server come se fosse… suo figlio! Capirai che i costi, anche in questo caso, si aggirano intorno ad alcune migliaia di euro all’anno.

D.: Non fatico a crederlo: conosco il mercato… E adesso, per darmi arie da intervistatore professionista, la domanda originale: progetti per il futuro?

R.: Innanzitutto, con alcuni amici abbiamo realizzato un sito chiamato bachecapolitica.it che sta avendo una certa eco grazie a qualche passaggio radiofonico (anche su Radio24) e ad alcuni articoli di giornale. Ma, soprattutto, sto cercando di sviluppare il concetto di Adoroletuefoto per andare oltre. Il progetto si chiama Luvurpix.com e sarà un photo-gaming.

La conversazione/intervista finisce con questa anticipazione. Chi rilegge il mio vecchio articolo troverà in parte conferma di quello che affermavo: per creare un social network che funzioni occorre sì un’idea, ma anche un buon investimento di tempo e di denaro. Pensare di partire da zero spendendo 500 euro perché tanto “esistono sistemi già pronti” non paga. E’ vero anche, però, che non bisogna mai rinunciare in partenza e che, a patto di avere bene in mente quanto ho appena scritto, un buon progetto ha la possibilità di non arenarsi dopo poche settimane.

Per quanto riguarda Marco Govoni, le sue idee sembrano non avere fine. Dunque, come si dice in questi casi: stay tuned!

Consulente web Bologna

 

AGGIORNAMENTO: Nuova intervista a Marco Govoni sullo sviluppo del progetto LOVEYOURPIX

 

Potrebbe interessarti anche...

Un’altra Magnifica Idea per un Social Network nuovissimo Arriva una telefonata: - Buongiorno, sono Egidio Mastropopoli (nome inventato, si capiva? - ndr). Lei si occupa di Social Network? - Sì, be', di...
Social network: Loveyourpix, l’evoluzione del photo contest. Nel novembre del 2012 ho intervistato Marco Govoni, ideatore del social network fotografico Adoroletuefoto.it. A distanza di un anno e mezzo l'ho inco...
Social Media Marketing: 7 tendenze dei Social Network per il 2014 Il noto periodico economico Forbes ha pubblicato un articolo di Jayson Demers dedicato al Social Media Marketing, elencando sette previsioni che, seco...