Siti Web Bologna: opportunità da sfruttare.

Le aziende devono usare meglio i siti web. A Bologna spesso non si coglie l’importanza della Rete per il business.

Siti web in costruzione

Vi ricordate le pagine dei siti in costruzione?

In più di 16 anni di esperienza come consulente di web marketing ne ho viste tante. Nel 1996, quando ho cominciato a proporre la realizzazione di siti internet alle aziende di Bologna e dintorni, c’era chi mi guardava in modo strano.

All’epoca, tra l’altro, i miei preventivi non erano certo bassi, perché cercavo di consigliare il meglio ai miei potenziali clienti. Già allora sapevo e dicevo che non aveva senso una semplice presenza aziendale sul web, con una paginetta asfittica, ma che, al contario, occorreva realizzare siti interessanti, pieni di contenuti che potessero coinvolgere il visitatore professionale alla ricerca di nuovi fornitori.

C’era, in quel periodo, un’azienda mia concorrente che, tra il proprio personale commerciale, aveva assunto una ragazza molto vistosa. Andava in giro per le aziende indossando una minigonna vertiginosa e mi dicono avesse “curve in posti dove altre donne non hanno nemmeno i posti” (citazione da una invidiosa collega di Marylin Monroe).
Insomma: si faceva notare.

(Anche) grazie a queste sue caratteristiche estetiche, questa ragazza riusciva a convincere molte aziende di Bologna (stiamo parlando di aziende piccole, ma non troppo!) a spendere cinquecentomila lire per “realizzare un sito internet“. Il sito internet in questione consisteva in una pagina unica contenente la scansione del biglietto da visita aziendale. Fantastico, no?

Quando arrivavo io con le mie proposte e i preventivi da sette milioni di lire, la reazione di queste aziende era di due tipi:

  1. Sette milioni?! Mi hanno appena proposto “la stessa cosa” per cinquecentomilalire!
  2. No, grazie, abbiamo già speso cinquecentomila lire e abbiamo visto che il sito internet non serve a niente.

Qualcuno riusciva a capire che non era affatto strano che una pagina con un biglietto da visita non servisse a niente e investiva quello che c’era da investire. Queste aziende lungimiranti sono ancora lì, con il loro sito rimesso a nuovo, ma fondamentalmente basato su quella impostazione iniziale (o, per meglio dire, su quella prima impostazione mentale) e possono sfruttare la loro storia sul web per emergere rispetto ai ritardatari. Le altre… magari sopravvivono, magari hanno capito più tardi. Di sicuro hanno perso un treno importante.

Ora i tempi sono molto cambiati e il web mette a disposizione molti strumenti che permettono di realizzare siti internet aziendali ben fatti spendendo poco. C’è uno scetticismo notevole – che ricorda quello di tanti anni fa – sull’utilizzo dei social network, ma capisco che non sia facile comprendere cosa possa fare di buono su Facebook un’azienda che vende bulloni (ve lo dico io: quasi nulla).

Tornando ai siti web, la grande sfida di oggi è la stessa di ieri: concentrarsi su contenuti che possano offrire al visitatore un’esperienza interessante. La parola chiave, oggi come allora, è “engagement”, che in italiano potrebbe tradursi con “coinvogimento”.

Occorre coinvolgere, appunto, il potenziale cliente offrendo pagine web utili, dove è facile trovare i prodotti e i servizi che si stanno cercando, con inviti espliciti a contattare l’azienda, con riferimenti agli (eventuali) profili Facebook, Twitter, YouTube, ecc. Occorre integrare il tutto con Google Plus, per motivi raccontati in un altro mio post (Pagina Google Plus o Pagine Facebook: cosa è meglio per la tua azienda?). Sono cambiati i mezzi tecnici e le opportunità sociali, ma il concetto di fondo del coinvolgimento è rimasto lo stesso.

Tornando a Bologna, questa città è – tra le altre cose – leader mondiale nella progettazione e costruzione di macchine automatiche (per il packaging, soprattutto). Mi fa uno strano effetto, dunque, vedere che spesso l’approccio al web è rimasto quello sbagliatissimo, quasi ingenuo, di 16 anni fa. Certo: non ci sono più siti web composti da una singola pagina contenente la scansione di un biglietto da visita. Però anche i siti internet che si presentano in modo più articolato sono spesso (con notevoli eccezioni, naturalmente) pensati come davanti ad uno specchio: piacciono ai titolari dell’azienda, ma non sono progettati per il destinatario delle informazioni.

Non offrono la possibilità di sfogliare comodamente i prodotti, di comunicare direttamente con l’azienda, contengono (quando ci sono) collegamenti con pagine Facebook vuote ed inutili, Google Plus è completamente ignorato, non esistono video di presentazione pubblicati su YouTube (tanto utili per il web marketing). Mancano del tutto i più ovvi accorgimenti per il posizionamento nei motori di ricerca…
Insomma: ancora oggi la situazione è disastrosa.

Io vivo e lavoro a Bologna. Mi rivolgo dunque alle aziende e agli imprenditori della mia città con un appello:
almeno voi, che eccellete da sempre nelle vostre attività, che offrite al mondo un’esperienza e una competenza non comuni, che siete in grado di proporre una qualità di prodotto che non ha eguali nel mondo (sì: nel mondo!)… Almeno voi, aziende di Bologna, fate vedere agli altri come si usa il web, siate d’esempio, investite in modo corretto i vostri budget pubblicitari – piccoli o grandi che siano – in modo da sviluppare una rete di nuovi clienti che sostituiscano quelli che vi stanno abbandonando a causa della crisi. I siti web a Bologna dovrebbero essere adeguati alle capacità delle aziende che rappresentano. Cioè: i migliori.

Scusate se ho dato sfogo all’orgoglio Emiliano, ma questo post mi è venuto di getto, riflettendo su quello che è successo qui intorno, nelle ultime settimane, con il terremoto. Un centro di ecellenza come Mirandola (leader mondiale negli accessori medicali) è stato messo in crisi dalle scosse, così come alcune zone famose per il loro formaggio, o per le piastrelle, i motori…
Tutte queste zone, tutte queste aziende, riusciranno a risollevarsi, perché questo è lo spirito di queste terre. La Bologna che conosco io ne è il capoluogo e la guida. Il web offre grandi opportunità. Vanno sfruttate adeguatamente. Forza Emilia!