Piattaforme di Acquisizione Clienti: Landing Page a rischio.

Le Piattaforme di Acquisizione Clienti (PAC)  prevedono Landing Page che potrebbero essere bocciate da Google.

Ieri ho ricevuto una bella e-mail da una persona che non conoscevo, e che chiamerò qui Egidio Mastropopoli per motivi di privacy (sostituendo il nome Egidio Rossi protagonista di altri miei post perché ne ho trovati parecchi sul web e non vorrei che si risentissero).

Ringraziandolo per lo spunto molto interessante, riporto integralmente la mail del caro Egidio: 

Gentile Marco,

mi chiamo Egidio Mastropopoli e scrivo in quanto interessato alla realizzazione di Piattaforme di Acquisizione Clienti.

Ho iniziato ad informarmi cercando un modo per iniziare a lavorare su internet; faccio il venditore da oltre 15 anni, dopo un passato di altrettanti anni come impiegato statale (non sono più  un ragazzino, quindi, facendo due conti).

Sono rimasto molto colpito, nelle mie ricerche, appunto dalla creazione e sviluppo delle piattaforme di acquisizione clienti (definite PAC). Non mi dilungo in discorsi e vengo subito al dunque.

Ho scoperto che usando campagne su Google AdWords per “pubblicizzare”  Landing Page, si rischia che l’account venga sospeso in quanto, in base alle nuove regole di Google AdWords entrate in vigore da agosto 2010, Google stessa vieta la promozione di pagine web il cui principale obiettivo è indirizzare traffico verso un altro sito.

E’ vero questo? Com’è quindi possibile creare Landing Page per portare clienti all’azienda interessata, senza rischiare di essere cancellati da Google? Tra l’altro ho visto che vengono venduti corsi per imparare a realizzare PAC che hanno anche un costo elevato. Non c’è il rischio di acquistare un corso che insegna qualcosa che non è più possibile fare nel 2011?

In attesa di una gradita risposta, porgo cordiali saluti.
Egidio Mastropopoli.

Oggi ho risposto ad Egidio nel modo che segue e che rappresenta il mio pensiero su queste Piattaforme di Acquisizione Clienti.

Caro Egidio,

Hai ragione su tutta la linea. Le tue perplessità sono perfettamente giustificate.
Le Landing Page e la loro relativa ottimizzazione mirata al raggiungimento di un obiettivo (per esempio: l’acquisizione di contatti e clienti) sono intese da Google come pagine che fanno parte di un sito – aziendale o meno – con contenuti attinenti all’attività aziendale (o, in generale, all’argomento trattato dal sito web).

Dunque, se il mio sito è pippo.it, la Landing Page dovrebbe essere parte di quel sito (pippo.it/landingpage.html) e strutturata in modo da indirizzare facilmente l’utente alla compilazione di un modulo, o verso una telefonata al personale commerciale, o – semplicemente – alla descrizione di un particolare prodotto presente nel sito pippo.it.

Una Piattaforma di Acquisizione Clienti potrebbe essere giustificata nel caso, per esempio, di una reale attività di brokering commerciale, dove il broker cerca inevitabilmente clienti per conto terzi. Ma il broker in questione dovrebbe creare, all’interno del proprio sito, dei contenuti mirati e attinenti alle singole parole chiave pubblicizzate. Non basta far atterrare un utente su una pagina che dice (più o meno): “cercavi una caffettiera? Ecco 10 siti che vendono caffettiere”.

Le soluzioni praticabili sono due:

  1. creare piccole aree del sito in cui lo stesso broker parla di caffettiere e – eventualmente e con prudenza – reindirizza il visitatore alle aziende da lui promosse;
  2. fare in modo che l’utente compili un modulo di contatto all’interno dello stesso sito, occupandosi poi egli stesso di reindirizzare le richieste alle aziende interessate.

Ovviamente il confine tra ciò che è legittimo e ciò che non lo è è piuttosto labile. Google non dà indicazioni precise, se non quelle del buon senso. Nel regolamento che hai letto c’è infatti scritto che Google considera non legittime quelle pagine “la cui principale finalità è indirizzare i visitatori verso un sito diverso”.

Su quel termine: “principale” si gioca tutta la discrezionalità del caso.

Capisci bene che una PAC rischia di essere considerata da Google illegittima se non offre contenuti che non siano semplicemente link verso altri siti. Per questo occorre fare le cose per bene. I costi elevati dei corsi sono dunque giustificati, se insegnano a non commettere errori in tal senso.

L’unico problema, a mio parere, è cercare di capire quali siano i corsi affidabili. E questo non lo dico pro domo mia, perché non mi propongo come consulente o realizzatore di PAC. Sono ancora vecchio stile: mi piacciono i siti internet che non mirano solo all’automatico guadagno in percentuale sui contatti che vi rimbalzano sopra. Sono ancora convinto della prevalenza del lavoro sulle promesse di “guadagno facile senza fare nulla”.

Naturalmente sono anche un sostenitore delle Landing Page fatte bene e, secondo me, un sito realizzato con buone intenzioni – e secondo il buon senso di cui parlavo prima – non rischia improvvise penalizzazioni o cancellazioni da parte di Google.

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