Pagina Google Plus o Pagine Facebook: cosa è meglio per la tua azienda?


     
     

Google Plus cresce, Facebook è un gigante. Su quale social network è meglio investire tempo e denaro?

Pagine aziendali GooglePlus o Pagine Facebook?Ormai si parla da parecchio tempo della presenza delle aziende sui social network e in particolare delle pagine Facebook. Da qualche mese, però, Google ha fatto irruzione nel mondo social con il suo Google Plus. Un’azienda si trova dunque a dover capire come utilizzare al meglio queste due piattaforme sociali (tralasciamo oggi Twitter, Pinterest, YouTube e tutti gli altri).

Google Plus e Facebook si somigliano molto sotto molti punti di vista: entrambi consentono la pubblicazione di pagine aziendali, di commenti, di immagini, video e così via. Google Plus è più fantasioso, come nello stile di tutte le iniziative di Google, mentre Facebook è ormai una istituzione che somiglia sempre più a Microsoft, che non per nulla annovera tra i maggiori azionisti.

Google è il motore di ricerca numero uno al mondo e si è buttato nel mondo social a più riprese con esperimenti più o meno riusciti: Orkut (che funziona benone in Brasile), Google Lively, Google Buzz, fino all’ultimo, appunto Google Plus.

Facebook è nato come social network e – specchiando l’esperienza di Google – fatica non poco a rendere accettabile un’esperienza di ricerca persino all’interno dello stesso Facebook, nonostante, o forse proprio a causa, dell’integrazione di Bing, il motore di ricerca Microsoft.

Il risultato è quello che più o meno tutti hanno verificato: Facebook è il social network, Google è il motore di ricerca. E sembrerebbe finita qui.

Però Google sta adottando pesantemente politiche di integrazione delle pagine e dei profili di Google Plus nei risultati del motore di ricerca. Queste politiche non possono essere ignorate, poiché ignorandole si rischia di vedere calare le posizioni dei nostri siti su Google a vantaggio di chi sta invece seguendo queste nuove regole.

Avrete già notato che spesso, accanto ai risultati di Google, compaiono le fotografie degli autori dei contenuti trovati. Per esempio:

Immagine Google Plus in ricerca Google

Quella fotografia attira una maggiore attenzione e sembra che le persone clicchino più volentieri su un link accompagnato dalla foto dell’autore. Ma, al di là questo aspetto che sembra rasentare il narcisismo, l’importanza di quell’immagine, soprattutto se accompagnata da altri importanti accorgimenti che tra poco vedremo, è notevole.

Quell’immagine significa, innanzitutto, che il nostro profilo Google Plus è riconosciuto da Google come autore di contenuti. Il nostro nome è dunque strettamente collegato a quello che scriviamo. Essere riconosciuti da Google come “esperti” di un argomento significa aumentare il posizionamento nei risultati del motore di ricerca di quello che scriviamo.

Come diretta conseguenza, dobbiamo anche cominciare a pensare che scrivere di tutto e su qualsiasi argomento ci rende “meno esperti” di un argomento specifico. Il nostro comportamento i rete, dunque, influenza il modo in cui Google ci vede. Questo avviene, in realtà, già da tempo, permettendo a Google di identificarci come consumatori (e indirizzando di conseguenza il modo in cui ci presentava le ricerche e le pubblicità). La grande differenza, ora, sta nel fatto che – se abbiamo un sito o un blog – il nostro comportamento influenzerà il modo in cui Google vede il nostro sito o il nostro blog.

Le pagine Google Plus, inoltre, consentono una presenza aziendale sul social network (così come accade su Facebook). Ma queste pagine possono a loro volta essere collegate a noi come autori (“authors”) e alla nostra azienda come “publisher”. Un sito non collegato ad una pagina Google Plus, con autori non identificabili perché non iscritti a Google Plus, sarà considerato sempre meno dal motore di ricerca.

Il grosso problema di Google Plus, che si riflette sul modo in cui un’azienda dovrà rapportarsi ad esso, è che non viene utilizzato dalle persone per incontrarsi, socializzare, giocare, pubblicare foto dei compleanni, ecc. Tra tutti i miei conoscenti, nessuno lo usa e pochissimi sanno che esiste. Su Google Plus, insomma, non si trovano i nostri clienti. Quelli sono tutti su Facebook!

Tornando alla domanda iniziale, Facebook sembrerebbe il social network più consigliabile per la presenza di un’azienda con una pagina dedicata. Ma una pagina aziendale su Google Plus, come abbiamo visto, ha conseguenze importanti sui risultati del motore di ricerca.

Occorre dunque valutare l’utilizzo di entrambi i sistemi, anche se per finalità completamente diverse. Ricordandosi, soprattutto, che vanno utilizzati nel modo corretto e più efficace possibile, seguendo prassi e comportamenti non casuali. Integrando tecnicamente il sito e il blog aziendali con gli strumenti offerti dalle due piattaforme social e pubblicando assiduamente contenuti adeguati.

Prossimamente tornerò sull’argomento. Per oggi è tutto.
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11 giugno 2012 | Social media