Google Now

Con Google Now la ricerca diventa ancora più personalizzata

Google Now è il software di Google. già utilizzabile sugli smartphone di ultima generazione, che permette di gestire le informazioni integrando in un’unica applicazione il calendario, la posta, i documenti e il web.  Questo significa dover fare  i conti con risultati sempre più personalizzati e diversificati per singoli utenti. Con conseguenze micidiali per il SEO.

Affermare di essere in una certa posizione su Google non ha più senso.

Google Now risultati delle ricerche

Google Now è il software di Google. già utilizzabile sugli smartphone di ultima generazione, che permette di gestire le informazioni integrando in un’unica applicazione il calendario, la posta, i documenti e il web.  Per esempio, potete verificare se arrivereste in tempo all’aeroporto partendo ad una certa ora, e Google Now ve lo dirà in base alle informazioni che possiede sull’ora del volo (utilizzando la mail di conferma della prenotazione), la nostra distanza dall’aeroporto (basandosi sulla nostra posizione) e il traffico che troveremmo a quell’ora. [Più info su Google Now qui]

Tutto questo è fantastico o terrificante, a seconda dei punti di vista. In ogni caso è affascinante. Tra poco arriverà (la stanno testando su utenti di lingua inglese) anche la versione Desktop di Google Now, che prevede anche per i PC una integrazione dei risultati di Google Now con quelli classici della ricerca su Google. Utilizzando la barra degli indirizzi (detta “multifunzione” di Chrome, sarà dunque presto possibile effettuare ricerche normalissime e ricevere risultati in cui compariranno i siti web pertinenti insieme alle informazioni già presenti nella nostra posta o in qualche altro documento da noi salvato su Gooogle Drive.

Questo significa che la SERP, cioè la pagina restituita da una ricerca su Googe, sarà sempre più affollata di informazioni personali. Le ricerche per “agriturismo Firenze” potrebbero comprendere il documento con la nostra ultima prenotazione, la mail di conferma, il pagamento effettuato con Google Wallet, la mappa, i tempi di percorrenza, le immagini del nostro ultimo viaggio, ecc.

Non so ancora come queste informazioni saranno organizzate, e credo che Google presterà molta attenzione a non complicare troppo i risultati delle ricerche. Dal punto di vista del SEO e del web marketing, però, questo significa dover fare i conti con risultati sempre più personalizzati e diversificati per singoli utenti. Già ora non è più possibile affermare di essere presenti in una certa posizione su Google per una data ricerca (“se cerchi paralipomeni sono al secondo posto su Google!”, esclamava felice il venditore di paralipomeni). Conosco aziende convinte di essere al primo posto su Google per determinate ricerche, quando, invece, lo sono soltanto quando il titolare effettua quella ricerca dal proprio PC.

Non sapere “in che posizione” è un sito su Google, però, non deve preoccupare più di tanto. Io, già da anni, mi preoccupo di più del numero di visite (e di contatti e conversioni) ricevuti da un sito, piuttosto che della sua posizione su Google. Naturalmente, un buon numero di visite e contatti sono conseguenza di un buon posizionamento, ma, dal mio punto di vista, deve cambiare il parametro utilizzato per la misurazione dei risultati. Visto che non è più possibile avere un dato oggettivo e unico per la posizione di un sito sui motori di ricerca, utilizziamo dati diversi per capire se il sito funziona oppure no. Google Analytics ci è di grande aiuto, in questo senso, così come i Webmaster Tools. Ma oggi è il 19 Agosto e fa molto caldo, dunque di questo parleremo un’altra volta.

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