Creare un Social Network oggi: ha senso? Che investimenti comporta?

Almeno 7000 ricerche su Google.it, ogni mese, hanno a che fare con la creazione di nuovi social network.

Alcuni giorni fa ho ricevuto una e-mail da una persona che chiedeva una mia consulenza per un promuovere un nuovo social network. Ne riporto un riassunto, sostituendo il nome originale con quello del nostro amico immaginario Egidio Mastropopoli.

Spett.le Consulenze Web Marketing,

ho da circa un mesetto rinnovato lo stile, idea, e grafica di un mio progetto partito un anno fa. Il progetto è un social network, fatto con Joomla, per aggregare le persone sulla base di [segue descrizione che ometto].

A questo punto mi trovo in grande difficoltà nello sviluppare il sito. Non riesco a creare nuovi utenti, non riesco a capire che canali usare, non riesco a rendere attrattivo il mio progetto. Sto facendo social marketing, ho fan page Facebook, creo annunci ed eventi che pubblicizzo con diversi account su Facebook in pagine specifiche. Di contro non riesco a creare contenuti spontanei nel sito, in quanto i pochi iscritti non tornano e non trovano vitalità nel sito.

Chiederei una vostra possibile consulenza [eccetera]

Grazie mille per l’attenzione,
Egidio Mastropopoli
www.[Nome-Social-Network].it

Questa la mia risposta (ho sostituito il vero nome del progetto con [Nome-Social-Network])

Gentilissimo Egidio,

ho visto il suo sito e mi sono iscritto. Al di là di piccoli aspetti migliorabili (ce ne sono sempre, in tutti i siti: basti pensare a quanto Facebook modifichi di continuo il suo aspetto e le sue funzionalità), mi sembra un sito ben fatto e con un’idea di partenza interessante.

Il grande problema – come anche lei conferma – sta nel numero limitato di iscritti. Pochi iscritti significa poca interazione e questo ripercuote, in un circolo vizioso, sul numero degli iscritti. Dunque la capisco benissimo quando esprime la sua preoccupazione al riguardo.

Mi chiede come si può fare, dunque, per aumentare il numero di partecipanti al suo [Nome-Social-Network]. L’attivazione di pagine Facebook e la sua partecipazione in prima persona sono senza dubbio attività necessarie. Purtroppo, come ha notato, non sono sufficienti. Le realtà è che anche un’idea buona (anzi ottima, come la sua) ha difficoltà nel farsi strada nel mare magnum del web, dove nuovi social network nascono e muoiono continuamente.

Le faccio solo un esempio: la settimana scorsa ho mostrato ad alcune persone il sito Pinterest.com (che oggi va molto di moda). La loro prima reazione, unanime, è stata la seguente: “Oh no! Un altro social network!”. Solo dopo avere compreso le differenze tra Pinterest e gli altri siti sociali che conoscevano, hanno ammesso di trovarsi davanti a qualcosa di interessante.

Il primo scoglio da affrontare, dunque, è lo scetticismo. E questo non si sconfigge in pochi minuti, ma solo attraverso lunghi e pazienti tentativi di coinvolgimento delle persone e, soprattutto, cercando di farsi conoscere da un grande numero di utenti, in modo che, pescando nel mucchio, qualcuno possa effettivamente cominciare ad utilizzare il social network dando inizio alla reazione a catena che le serve per moltiplicare gli iscritti.

Per raggiungere in tempi relativamente brevi molte persone, l’unica via è quella dell’advertising. Tralasciando la costosissima e non sempre efficace pubblicità off-line (giornali, riviste, televisione, cartellonistica…), il metodo migliore per farsi conoscere è quello offerto dalle piattaforme pubblicitarie dei due colossi Google e Facebook. Entrambi possono dare grandi soddisfazioni e offrono la certezza della misurabilità dei risultati. Si tratta infatti di piattaforme che consentono la pubblicazione di annunci pubblicitari basati sugli interessi o sulle ricerche delle persone. La pubblicità viene pagata “a clic”. L’azienda, cioè, paga alcuni centesimi di euro solo quando qualcuno clicca sull’annuncio per essere portato alla pagina web di destinazione (la homepage del suo sito, una pagina Facebook dedicata, ecc.).

Queste azioni pubblicitarie permetterebbero di aumentare le visite a [Nome-Social-Network], ma:

  • richiedono un investimento iniziale in denaro
  • occorre stare molto attenti a non sbagliare i destinatari degli annunci
  • portano sicuramente visite, ma non necessariamente nuovi iscritti

Cerco di motivare brevemente i tre punti di cui sopra.

Prima di tutto: sappiamo che non tutti quelli che cliccheranno sui suoi annunci si iscriveranno a [Nome-Social-Network]. Dunque sappiamo già che per ottenere un iscritto saranno necessari vari clic (pochi, molti… ancora non si sa).

Essendo campagne pubblicitarie pagate “a clic”, dobbiamo quindi partire dal presupposto che ogni nuovo iscritto ottenuto attraverso queste azioni pubblicitarie potrebbe avere un costo di alcuni euro.

Ipotizziamo che il sito possa cominciare a decollare al raggiungimento di (dico un numero approssimativo) duemila iscritti? Ammettiamo anche che ogni iscritto se ne porti dietro un altro, abbiamo bisogno di almeno 1000 iscritti provenienti dalle campagne pubblicitarie. Questo significa un primo investimento di almeno 3 o 4000 euro, magari spalmato su alcuni mesi.

Inoltre, per non sbagliare i destinatari (target) degli annunci occorre andare per tentativi. Si potrebbe iniziare – per esempio – con una campagna mirata agli appassionati di un certo argomento presente su [Nome-Social-Network]. Questo dovrebbe fruttare qualche iscritto, ma non lo sappiamo con certezza. Lo sapremo solo dopo un primo mese di campagne pubblicitarie e dopo avere investito un po’ di denaro. Occorre mettere in conto, dunque, anche un investimento “a fondo perduto” (che si spera sia il più basso possibile).

Detto questo, campagne pubblicitarie bene organizzate e supportate da un budget adeguato possono comunque dare risultati interessanti e – soprattutto – cominciare a generare interesse e interazione sul sito, con conseguente inizio del circolo virtuoso (passaparola, coinvolgimento, aumento esponenziale degli iscritti e dei fan Facebook) che ora manca.

Certo è necessario che [Nome-Social-Network] sia strutturato bene, eliminando le eventuali difficoltà nel comprenderne il funzionamento, comunicando in modo adeguato tutte le potenzialità del social network.

Questo aspetto viene prima di qualsiasi altro, e una prima fase di analisi e adeguamento sarà senz’altro necessaria. Ma il mio consiglio è quello di dare inizio anche a questa prima fase solo una volta che avrà fatto mente locale su quanto è disposto ad investire per farsi conoscere, consapevole che potrebbe accadere che mille iscritti non siano sufficienti a generare un buon avvio del sito. Consapevole, anche, del fatto che le spese non finiranno qui. Facendo le dovute proporzioni, pensi a Groupon: il loro investimento pubblicitario è tuttora di molti milioni di dollari al mese, anche se tutti ormai lo conosciamo.

Quasi tutti i progetti partono in perdita e sopravvivono solo grazie a investitori che credono alle loro potenzialità e che sono disposti a scommettere inizialmente piccole o grandi cifre, sperando che un giorno potranno tornare indietro moltiplicate. Lei ha sicuramente già effettuato un primo investimento e credo non sia stato minuscolo, vista la buona qualità di [Nome-Social-Network]. Si ponga dunque la fatidica domanda: quanto sono disposto ad investire adesso?

Spero di avere dato qualche spunto su cui riflettere. Preferisco sempre parlare delle difficoltà piuttosto che degli aspetti positivi, perché credo che solo essendo consapevoli delle difficoltà queste si possano superare. Gli aspetti positivi del suo progetto sono molti (tra cui – e non è poco – l’idea di partenza). Ma essendo già positivi, non necessitano di interventi particolari, non crede?

La ringrazio per l’attenzione dedicata a questa lunga e-mail. Mi faccia sapere le sue considerazioni. Se dovesse decidere di intraprendere il percorso qui suggerito, sarò felice di collaborare alla sua buona riuscita.

A presto,
Marco Bortolotti
Consulenze Web Marketing

Non ho più sentito il sig. Egidio Mastropopoli.

Forse qualcun altro gli avrà risposto quello che sperava di sentirsi dire: “non c’è problema; ci dia mille euro e ne guadagnerà milioni”. Ma spero di no, perché il sig. Mastropopoli sembra una persona simpatica e non mi piace immaginarlo tra le grinfie del Gatto e della Volpe.

Contatta il tuo consulente web marketing

Pubblico qui una tabella generata dallo strumento per le parole chiave di Google Adwords. Sommando le ricerche locali (cioè italiane) si arriva a circa 7000 ricerche mensili relative alla creazione di nuovi social network (e sicuramente sono molte di più):

Creare un social network ha senso?

Si notino le ricorrenze della parola "gratis" nelle ricerche

 

Qualcuno pensa che abbia fatto male a rispondere in questo modo? Avreste dato consigli diversi?

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