Consulente SEO Bologna

Il Consulente SEO di Bologna e le farfalle giapponesi

Caro collega Consulente SEO di Bologna,

siamo nel 2016. Lavoro sul web, a Bologna, da 20 anni (20 anni!) e le ho viste tutte. Questo non fa di me il miglior consulente SEO sulla piazza, ma di sicuro uno tra quelli che ha visto passare tutti i sistemi utilizzati dai motori di ricerca per indicizzare i siti internet: da quando bastava inserire tante volte una parola in una pagina per arrivare primi su Altavista (Google non c’era ancora) al recente RankBrain dello stesso Google che cerca di comprendere i contenuti e l’importanza delle pagine web attraverso una intelligenza artificiale sempre più avanzata.

Le ho viste tutte, dicevo, ma una cosa non è mai passata di moda da quando è nata: la presunzione da parte di alcuni di possedere la ricetta per scalare i risultati di Google & C.
Il metodo infallibile, la promessa dell’ambita prima posizione, sono ancora concetti ben radicati nelle proposte commerciali di molti consulenti. Ma anche chi è abbastanza intelligente e onesto da affermare che non si possono fare promesse non rinuncia alla tentazione di esaltare una tecnica rispetto ad un’altra e – quel che è peggio – di denigrare e irridere coloro che non seguono quella tecnica, come se, appunto, non esistesse altra verità che la propria.

Sono vent’anni, dicevo, che sento molte “verità” poi smentite dai fatti. Ma, forse, non è neppure questo il tuo errore, caro collega Consulente SEO Assolutista. Probabilmente hai sempre detto il vero. Hai semplicemente dimenticato di considerare l’ipotesi che di verità potesse essercene più d’una.

Torniamo un momento agli albori della SEO. C’era chi diceva che il metodo per emergere sui motori di ricerca fosse ripetere tante volte una keyword. Altri dicevano che la cosa più importante fosse il titolo della pagina. Altri puntavano tutto sul nome di dominio e sugli indirizzi espliciti, e così via. Naturalmente c’era anche chi mischiava i vari fattori, affermando di avere trovato l’equilibrio alchemico, Sacro Graal del Consulente SEO (di Bologna e non solo).

Ma i fattori di ranking si moltiplicavano. Diminuiva l’importanza del grassetto nel testo (già: anche questo contava, agli inizi!), aumentava l’importanza di una struttura logica della pagina, e poi del sito intero. Google introdusse il Page Rank, che valutava i link alle nostre pagine da altri siti e iniziò la caccia ai link (acquistandoli, scambiandoli, moltiplicandoli surrettiziamente, ecc.).

E ogni volta, ad ogni cambiamento, i SEO si sono divisi tra i “finalmentisti” (quelli che, d’accordo con le novità, esclamavano “finalmente”) e i “finedelmondisti” (la SEO è morta, non c’è più religione, va tutto male, ecc.). E, naturalmente, ci sei sempre stato tu, il SEO “iolavevosempredettista“, che non perdi occasione per autocitare un articolo del 1998 in cui prevedevi eventi simili.

In mezzo a questo marasma di opinioni, per fortuna ci sono stati e ci sono Consulenti SEO abbastanza onesti da affermare che il mondo della SEO è in continua evoluzione e che le cose vanno fatte con calma, per bene, senza ricette in tasca e con grande umiltà.

L’ultima occasione si è presentata in seguito all’articolo di Distilled.net intitolato “Google prossimo ad annunciare che i link non saranno più fattori preponderanti per il posizionamento” (a cui metto il link anche se non se lo merita). A parte il fatto che il titolo, rispetto al contenuto dell’articolo, è fuorviante, si sono subito create le fazioni “pro” e “contro”, “meglio” e “peggio”, “è vero” contro “non è vero”… e, naturalmente, i soliti “l’avevo detto”.

Ma santo cielo! – dico io (perché ho la presunzione di essere ben educato):

possibile che ancora oggi non siamo capaci di prendere le notizie con le pinze, di soppesarle, di valutarne la reale portata in uno schema generale, di leggerle con spirito critico e oggettivo? Possibile che ogni volta che una farfalla starnutisce in Giappone uno tsunami si scateni sui blog dei Consulenti SEO di Bologna (e dintorni)?

Stiamo calmi, caro collega Consulente SEO di Bologna e dintorni: non è successo niente. Google evolve, orientandosi sempre di più verso la simulazione di una comprensione umana dei contenuti dei nostri siti web. Si sa da anni e lo sai benissimo anche tu. Non è un fattore spostato di qualche centimetro che farà la differenza, se continuiamo a lavorare con criterio, consigliando bene i nostri clienti e strutturando contenuti in modo che siano chiari, utili e importanti per chi legge. Solo così arriveranno i mitici link, solo così varranno e potranno fare la differenza i nostri piccoli artifici tecnici.

Come scrivevo qualche riga più su, non esiste una ricetta per il posizionamento su Google, ma, se dovessi proprio buttare in un calderone degli ingredienti (come Amelia, la SEO-Fattucchiera che ammalia), comporrei una brodaglia con sei parti di contenuti buoni e ben organizzati, tre parti di tecniche on-site e due parti di link (spontanei!). Mescolare e – soprattutto – non agitarsi. Non è il caso.

Consulente SEO Bologna

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