Campagna elettorale, Google censura le idee

Campagna elettorale: Google Censura le Idee?

Il mio lavoro consiste, tra le tante cose, nell’organizzare e seguire campagne pubblicitarie su Google Adwords per conto dei miei clienti. L’ultimo, in ordine di tempo, è un candidato alle elezioni Regionali dell’Emilia-Romagna: Franco Grillini, il quale si batte per istanze a volte poco considerate da altri politici. Tra queste, una delle più importanti è quella che riguarda il diritto delle donne di decidere se interrompere o meno una gravidanza. Ma per Google promuovere questa idea non si può. Lo trovo gravissimo. E vi racconto cosa è successo.

La campagna elettorale on line per Franco Grillini e la censura di Google

Una campagna elettorale on line, a tutti i livelli, è fatta di annunci, programmi, immagini, video, slogan pubblicati nelle sedi opportune: Facebook, YouTube, Twitter, Blog, ecc. ecc. Tutta questa produzione di contenuti necessita di grande visibilità, spesso con budget non esagerati (stiamo parlando di campagne a livello regionale, anzi di una provincia, non della campagna di Obama).

Franco Grillini ha però varie fortune: la forza della convinzione nelle proprie idee, un team di amici che credono altrettanto fermamente nelle sue battaglie, una buona propensione all’uso delle tecnologie (tablet, smartphones…) e delle piattaforme di comunicazione web (blog, social network…). Insomma, quando sono arrivato io gli mancava solo qualcuno che gli organizzasse una campagna che permettesse di divulgare il più possibile le sue idee. Stabilito un budget, decidiamo di promuovere i suoi contenuti (testi, video e banner) su Facebook e Google Adwords. Quest’ultimo, in particolare permette di pubblicare annunci pubblicitari anche su siti terzi, cioè non solo su Google, ma anche su blog, quotidiani on line, siti di vario genere, specificando il target di pubblico, l’appartenenza geografica e altri fattori.

Banner franco grillini censurato

Il banner di Franco Grillini censurato da Google

Vengono dunque creati banner e video allo scopo. Pubblichiamo il primo di questi banner, improntato sullo slogan generale di Grillini (Laicità, Diritti e Libertà), e tutto va bene: 150.000 visualizzazioni in breve tempo, parecchi clic al sito, interazioni, eccetera. Poi passiamo al secondo.

Questa volta si parla del diritto delle donne di decidere se interrompere o meno una gravidanza. Vedete il banner, in uno dei suoi formati, qui a sinistra. Anche questa volta la pubblicazione procede bene (migliaia di visualizzazioni) per circa 36 ore. Poi, improvvisamente, si interrompe.

Vado subito a verificare e trovo l’avviso che vedete qui sotto, indicato dalla freccia.

Franco Grillini banner censurato

Perché mai il banner sarà stato censurato? Clicco sull’apposito fumetto e trovo la ragione:

Google vieta gli annunci correlati all’aborto nei seguenti Paesi:
Antigua e Barbuda, Argentina, Aruba, Bahamas, Bahrain, Belgio, Belize, Bolivia, Brasile, Isole Cayman, Cile, Colombia, Costa Rica, Gibuti, Dominica, Repubblica Dominicana, Ecuador, Egitto, El Salvador, Francia, Germania, Grenada, Guadalupa, Guatemala, Haiti, Honduras, Hong Kong, Ungheria, India, Indonesia, Iran, Iraq, ITALIA, Giamaica, Giordania, Corea (del Sud), Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Martinica, Messico, Marocco, Nicaragua, Oman, Pakistan, Territori Palestinesi, Panama, Paraguay, Perù, Filippine, Polonia, Qatar, Russia, Saint Barthélemy, Arabia Saudita, Singapore, Spagna, St. Kitts e Nevis, St. Lucia, Suriname, Svizzera, Siria, Taiwan, Thailandia, Tunisia, Ucraina, Emirati Arabi Uniti, Uruguay, Venezuela, Yemen

Inoltre, l’avviso riporta la seguente dicitura:

Motivi della mancata approvazione: Po96: aborto e linguaggio violento/immagini macabre.

Censura google Franco Grillini

Terribile l’associazione tra un problema serio, e spesso drammatico, e la visualizzazione di immagini macabre e linguaggio violento!

Dunque Google censura le idee. Ora, io sapevo già che alcuni temi sono considerati controversi in alcuni Paesi. So che non si può pubblicizzare alcool in Iran, né le sigarette in Italia, né armi, né un sacco di altre cose a seconda delle nazioni a cui ci si rivolge. Ma qui la situazione è seria, otre che grave: stiamo parlando di diffusione di idee. Di opinioni. Google possiede la piattaforma pubblicitaria e può (può? Ammettiamo di sì) selezionare chi preferisce. Ma con quale criterio stabilisce che dell’interruzione di gravidanza non si debba parlare? Per convinzioni personali (Google anti-abortista)? O per accordi con i singoli Paesi? Tendo a considerare più probabile la seconda. E questo rende il tutto ancora più grave, perché la domanda che sorge è:

con quale diritto, e con il mandato di chi, l’Italia ha stabilito insieme a Google che non vuole che si parli di certi argomenti?

Osservate bene l’annuncio. Non è un invito all’aborto. Non è offensivo. Non è contro qualcuno. Semplicemente, pacatamente (ma con forza) esprime un’opinione che è parte di un programma politico. E’ l’equivalente di “più diritti per tutti”. Ma entra nello specifico: definisce uno di questi diritti. E non lo impone, ma lo propone, cercando condivisione di intenti e di idee a noi elettori, che possiamo tranquillamente votare altri programmi, altre persone, altri partiti. Ma questo non si può fare. Perché? Chi lo ha deciso? Dov’è la legge che vieta di promuovere certe idee? Con quale criterio Google ha stabilito che l’argomento è “controverso” e, dunque, proibito?

Franco Grillini ha un vantaggio su di me: può chiederlo alle persone giuste. Gli ho già parlato. Lo farà. Spero che si alzi un bel  polverone e che venga fatta chiarezza. Vi terrò aggiornati.

Cosa ne pensate?

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